Ormai è evidente, come la guerra valutaria, in corso da tempo, sia arrivata alla battaglia finale, sicuramente la più dura e la più importante.
La decisione più grave di
S&P non è da ricercare nel declassamento di Francia ed Austria, quanto
nell’ abbassare di due notch il giudizio
su Spagna e Italia. Essi, infatti, sono i paesi che negli ultimi mesi hanno
avviato una secca politica di rientro, in quanto rappresentavano il punto più
vulnerabile della zona Euro.
Pertanto la gravità sta
proprio nel fatto di aver bocciato a
piene mani, gli effetti futuri della politica di risanamento attuata, al
fine di riprendere la massima credibilità dai mercati.
E’ ovvio che se si vuole stroncare le ali all’Euro, la
strada migliore per farlo è quella di colpire le aree più vulnerabili, in
questo caso Spagna e Italia. Ciò consente di far rimanere il livello di spread
a livelli alti per lungo tempo, vanificando
gli sforzi compiuti dai governi.
Italia e Spagna, infatti,
rispetto al giorno prima del declassamento, hanno peggiorato di un notch,
rispetto alla Francia e all’Austria, ma addirittura di due nei confronti della
Germania. Ciò non può certo
rappresentare un aiuto, affinché lo spread sui tassi possa rientrare
velocemente. In sostanza con la decisione di S&P viene legittimato il giudizio dei mercati, i
quali da qualche giorno, sembravano voler riprendere una visione più
costruttiva.
Personalmente non credo che il giudizio delle agenzie
di rating possa influire in modo ulteriormente negativo, sui mercati, rispetto a quello che abbiamo visto
negli ultimi mesi. Da tempo i rating, seguono
a ruota, e non precedono, quanto già espresso dagli spread di mercato. Ciò
che è più inquietante, è constatare, che tra speculazione e agenzie di rating vi sia la massima sincronia.
Il disegno è evidente: permettere al Dollaro di
rimanere la valuta di scambio internazionale incontrastata. Almeno questa è la mia visione personale.
Come ho descritto in un
precedente mio post gli Stati Uniti presentano un deficit commerciale cronico, che per essere tollerato necessita di un Dollaro predominante.
In caso contrario il biglietto verde, sarebbe oggetto di forti svalutazioni con
conseguenze inflative devastanti sul potere di acquisto degli americani. Il declassamento di S&P avvenuto ad
agosto sul rating Usa, avrebbe dovuto riflettersi sul Dollaro stesso, e invece,
come per incanto l’attenzione si è
spostata mai come prima sul tema Euro. Eppure ad agosto si è era sfiorata
la catastrofe a causa del probabile default tecnico, data l’impossibilità di
alzare il debito pubblico Usa.
Il risultato finale è che da
agosto il mercato azionario americano ha recuperato interamente le perdite,
mentre l’Europa rimane sotto mediamente di
un bel 15%, oltre ad un cambio che si è svalutato del 10%.
Insomma un
ridimensionamento devastante, che allontana di diritto l’Euro a
rappresentare un’alternativa al Dollaro sugli scambi internazionali.
E pensare che l’Europa
presenta un attivo commerciale nei confronti degli Usa di ben 100 mld annui!!!
E come se non bastasse, in queste
ore un’altra tegola sembra
abbattersi sul Vecchio Continente:
- L’Haircut del debito greco sembra trovare grossi ostacoli.
Apparentemente la questione sta ruotando su un tema risolvibilissimo, in quanto
i creditori chiedono un interesse del 5% sulle nuove emissioni, mentre il
Governo sarebbe disposto ad offrire il 4%. E’ eviente che la Grecia sta
puntando in favore di un taglio più
importante, al fine di riportare il debito pubblico su livelli accettabili.
Infatti, se l’operazione di Haircut andasse in porto al 100% la Grecia
finirebbe per rimanere con un rapporto
debito/pil del 120%, ossia sugli stessi livelli di due anni fa, che
portarono inevitabilmente al collasso.
Sull’esito positivo
dell’operazione pertanto ci sono ulteriori nubi nere, che sembrano arrivare da
Ovest, in quanto i famosi hedge fund
sembrano non voler aderire al taglio volontario, facendo scattare
inevitabilmente tutti i meccanismi necessari per un default, tale, da rendere
efficaci i Cds. Insomma, anche in questo caso, l’Europa sembra ostaggio della finanza innovativa d’Oltreoceano.
Quindi, vista la situazione, certificata dal mercato
e dalle società di rating l’Euro non esiste più.
Valutando gli spread e
osservando i rating, infatti, possiamo avere già un perfetto quadro di quello
che sarebbe, la Nuova Europa, in caso di collasso della moneta Unica.
Militarmente parlando pertanto, potremmo affermare
che la guerra tra Dollaro ed Euro sta giungendo al termine. E’ chiaro che il
vincitore sarà quello che avrà avuto l’esercito più coeso.
E’ lecito quindi farsi una
domanda, la cui risposta sembra al momento scontata:
L’Europa è coesa?
Ovviamente ad oggi, dovrei
dare una risposta negativa, visto che sono i fatti a parlare.
Nei giorni scorsi, alla luce dell’incontro tra la
Merkel e Monti, avevo finito per dire:
Credo che
oggi, quello di Francoforte sia stato un vertice che darà i suoi effetti alla
distanza. Non mi meraviglierei se qualche novità arrivasse prima del 20 di
gennaio. La Merkel a mio parere ha accusato il colpo. Adesso solo la sua
ingordigia politica può liberare la sua mente dal buon senso.
Tempo fa, un’economista
della quale non ricordo il nome, disse una verità sacrosanta, che mi colpì
particolarmente:
“la Merkel fino ad oggi ha inseguito il
mercato, e non ha mai giocato d’anticipo. Finirà un giorno per ammettere anche
il collasso dell’Euro se continua così”.
L’Europa al suo interno ha
visto un esercito privo di coesione,
nel quale chi ha remato contro sono stati coloro che avevano il peso più
determinante, Germania in primis.
Dall’altro la Francia ha giocato un ruolo pessimo, in quanto ad un certo punto, ha tentato di unirsi
ai disertori tedeschi, mentre avrebbe dovuto remare in favore della compattezza
di tutta l’Unione, fino addirittura ad ammonire in modo evidente, il
comportamento tedesco.
Fino a poche settimane fa l’Italia si trovava in una situazione di
scarsa credibilità, dovendo per forza di cose, sottostare a tutti i dictat imposti
dai vertici bilaterali.
Solo Monti sembra riuscire nell’intento di
ricompattare l’esercito Ue, anche se
il disertore per eccellenza sembra rappresentare il nemico numero 1.
Se da un lato infatti
Sarkosy, sembra aver preso una posizione netta ed in linea con quella italiana,
il dubbio principale rimane l’atteggiamento
della Merkel.
Stiamo combattendo una guerra nucleare, contro il
Dollaro, ma con un generale che si rifiuta di fornire al proprio esercito la
bomba atomica.
Il più importante generale
europeo come ho già detto qualche giorno fa o c’è o ci fa:
“La Merkel è un politico, ma non
un'economista. Francamente non so se c'è o ci fa. Cosa significa,
"scambiare le esperienze fra i vari rappresentanti dell'Unione"?
Qui ci troviamo in presenza della peggior razza politica. Non si tratta più di scambiare le esperienze. Qui si tratta di decidere bene e subito.
Non è bastato il caso Grecia e l'allargamento degli spread, per considerare esaurita la fase delle esperienze?
Tutte le ricette somministrate dalla Merkel si sono rivelate fallimentari”.
Qui ci troviamo in presenza della peggior razza politica. Non si tratta più di scambiare le esperienze. Qui si tratta di decidere bene e subito.
Non è bastato il caso Grecia e l'allargamento degli spread, per considerare esaurita la fase delle esperienze?
Tutte le ricette somministrate dalla Merkel si sono rivelate fallimentari”.
Quando un generale si rivela non adeguato alla
situazione lo si cambia non credete?
Il generale stesso sembra
consapevole di questo, visto che sono settimane che si chiede alla Bce un ruolo
attivo nella risoluzione del problema. Proprio
la Merkel ha chiesto a Draghi di proporre soluzioni idonee alla situazione
attuale.
Ormai tutti gli altri generali dell’esercito Ue
stanno chiedendo alla Bce di parificare i propri poteri a quelli della Fed.
Il 20 di gennaio pertanto,
al vertice di Roma tutto sarà vanificato se non ci sarà un cambio di guida, o
meglio se anche il generale disertore non rientrerà sulla linea del fronte,
fornendo al proprio esercito l’arma necessaria per combattere questa guerra in
corso ormai da tempo, e che inevitabilmente sta sottraendo risorse alla
crescita, elemento essenziale questo, per elevare lo spirito della truppa.
Ogni altra proposta
rappresenterà un boomerang sempre più nocivo per la Moneta Unica.
Appuntamento quindi al 20 per lo scontro finale.
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Riporto qui un commento dal gruppo di FB in quanto dà il senso della situazione.
RispondiEliminaMassimiliano:
Ormai penso che abbiamo sicuramente un nemico oltre oceano (gli Stati Uniti)....aiutato da un nemico interno La Germania....e questo mi ricorda spaventosamente l'Apocalisse dove la bestia d'oltroceano con sette teste e dieci corna e sette diademi per ogni testa aiutata dalla bestia da questa parte del mondo con due teste (l'aquila bifronte) scateneranno la fine del mondo!...fantasia?...
Bravo Andrea ,
RispondiEliminaOttimo articolo, credo che entro Gennaio sapremo se l'europa alzerà bandiera bianca
Speriamo che suoi generale invece della solita frase: Armiamoci e partite! Decidano di lottare.
Continuo a non capire cosa ci può guadagnare la Merkel da questa posizione .... non conviene manco a loro che salti l'euro.. sbaglio?
Che bella analisi, la condivido: in effetti sembra proprio che l'europa abbia 2 nemici, uno esterno con il dollaro sulla bandiera, uno interno nella testardaggine teutonica. Ho un solo commento: che tristezza vedere l'europa ridotta così!
RispondiEliminaLa Merkel se ci ha guadagnato? Al momento la Germania per finanziarsi sul mercato riceve addirittura un compenso (rendimenti negativi sul breve), oltre a beneficiare del cambio favorevole per le esportazioni. Il tutto a spese dei paesi che ad oggi pagano il 5/7 percento di interessi. Fermo restando così le cose l'effetto finale è ormai una certezza.
RispondiEliminaLa visione tedesca è molto diversa dalla nostra. La Merkel non ha lo standing di Kohl e deve farsi rieleggere. Seguirà i sondaggi e i suoi gruppi d'interesse come tutti i politici del mondo attuale. E' difficile per un politico tedesco chiedere voti e dire che ha dato soldi agli italiani o i greci che francamente negli ultimi 10 anni non si sono molto curati del rigore dei conti pubblici e dello sviluppo.
RispondiEliminaIl 20 non succederà niente e l'euro arriverà alla pari con il dollaro importando inflazione in tutta l'eurozona. Forse qualche aziendina tornerà ad esportare e ci sarà un miglioramento complessivo. Se zio Monti riuscirà a tagliare spesa pubblica (scuola, sanità enti locali)improduttiva e tagliare le tasse l'italia si salva, viceversa Italia e Grecia in default e ritorno alle loro valute con tutte le conseguenze del caso. Se L'Italia fosse un'azienda direi che ha bisogno di un turnaround e zio Monti non sembra in grado di farlo. Ricordo che mentre S&P ci metteva al limite dello speculative e di fatto ci ha tagliato fuori da tutti i fondi che per statuto non comprano bond senza A, Monti era dal Papa a farsi dare litografia e penna omaggio
Vincenzosava
Mario Monti ha aumentato le tasse ma non ha tagliato la spesa pubblica non ha riformato il mercato del lavoro e non ha fatto le liberalizzazioni. Come conseguenza l'Italia è stata retrocessa di due gradini, tra un pò saremo "spazzatura" e la colpa sarà di Mario Monti e di quelli che lo hanno messo al potere.
RispondiEliminaQual è la sua strategia, quella di tirare a campare finchè la germania non accetta gli euro bond? Tanto valeva tenere berlusconi allora...
Caro Poldo....ma Berlusconi si se lo kakava nel Mondo? L'esempio di come l'italiano non deve essere per vivere in questo Mondo sempre più difficile e competitivo.
RispondiEliminaBattuta politica a parte:
Mario Monti è 40 giorni che è al Governo e sta facendo già molto. Quindi tranquillo e porta pazienza. Monti è un valore aggiunto per l'Europa.
Riguardo all'altro commento: personalmente prima di dire le cose mi documento.
Attualmente in Germania non sembra pagare l'indecisione. Il partito liberale è stato punito. In soli due anni è passato dal 15 al 2 percento, ma i consensi sembrano essere dirottati in favore della SPD, partito molto più europeista.
Eppoi la Germania non ci regalerebbe proprio un bel niente. Siamo noi casomai che abbiamo regalato qualcosa, avallando l'unificazione tedesca.
Se non erro la Merkel appartiene alla Cdu e non a Fdp(liberali). Spd è all'opposizione e come in tutti i paesi nell'ultimo biennio, l'opposizione recupera consensi nei confronti della coalizione al governo approfittando della situazione economica negativa, vedi quegli insulsi del Pd in Italia.
RispondiEliminaUn tedesco "medio" che legge questo articolo di Der Spiegel che sentimento può nutrire verso i paesi non virtuosi d'Europa? Gli stanno dicendo che la Merkel non può abbassare le tasse perchè deve mettere i soldi nel fondo salvastatu europeo.
http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,809143,00.html
Vincenzosava
I liberali fanno parte della coalizione della Merkel.
RispondiEliminaHo letto l'articolo. Bene adesso torna ancora di più che è in atto una guerra valutaria. Si risparmia il debito tedesco facendo loro un avvertimento, che nel caso aumentassero i loro impegni potrebbero esserci valutazioni negative.
La strada più semplice è mettere in condizioni la Bce di poter operare come la Fed....in tal caso addio dollaro.
Ma questo passo deve essere sponsorizzato fortemente da Draghi.
inizieranno i soliti colloqui bilaterali/trilaterali, Draghi dirà che non può comprare Btp all'infinito, Monti andrà a Canary Wharf a fare il road show per piazzare i Btp e domani vedremo eur/usd 1,25 e spread a 530?
RispondiEliminaVincenzosava
tutti principi sballati ! xchè voi che dite che gli USA ED UK SI SALVANO DA UNO SCOPPIO DELL ' EURO ? AH AH AH MA X CORTESIA DOVE CAMPATE ? ANCHE LA GERMANIA SARà DEFLAGRATA DALL'ONDA DI QUESTA ISTERIA CRETINA DEL DEBITO !!!! X CUI : IL DEBITO DEVE RIENTRARE VEDESSERO LORO COME AMMORTIZZARLO ! IL BENE DI TUTTI è IMPORTANTE. MA QUESTO LO FAI SE NON GUARDI LA SEDIA DOVE POGGI IL DERATANO ! FORZA EUROLANDIA.
RispondiElimina